Biennale Ulassai
Esplora · 01

This Is

Corrispondenze poetiche tra coppie di artisti

a cura di · Ivo Serafino Fenu
sede · Parco delle Arti Molineddu · CaMuC

Il titolo prende origine da un'espressione proferita dalle artigiane sarde a Eugenio Tavolara e da lui così commentata:

«Le donne dei corsi per cestinaie, tessitrici e ricamatrici hanno una spietata e misteriosa forza di aggressione di fronte all'oggetto del loro lavoro: quando dicono custu est signore, puoi stare sicuro: è un oggetto bello, cioè di ogni tempo, cioè modernissimo».
Eugenio Tavolara

Questa affermazione non era un semplice atto di consegna, ma un enunciato performativo che condensava autonomia, responsabilità e il legame profondo tra intelletto e manualità.

Custu est — e il suo corrispettivo contemporaneo This Is — configura una profonda cognizione di causa: le artigiane, attraverso la loro perizia secolare, non si limitavano a eseguire un progetto esterno, ma lo assimilavano, lo interpretavano e lo restituivano come loro creazione, frutto di un sapere pratico incarnato. Traslato nell'oggi, questo principio suggerisce che la responsabilità dell'artista non è compiacenza ma implica una consapevolezza del suo impatto, della sua capacità di entità "agente" nella società.

Tale enfatizzazione dell'opera e, ancor più, dell'autore, è giustificata dal momento storico che stiamo vivendo e si insinua all'interno della più complessa architettura critico-concettuale proposta dal direttore artistico Gianni Murtas per la seconda Biennale di Ulassai, Il significato dell'opera. Un titolo impegnativo che, da un lato, pone al centro il valore dell'opera e la sua intellegibilità in rapporto a chi ne usufruisce, dall'altro invita ad allargare lo sguardo verso quelle "periferie" talvolta più dinamiche dei centri deputati a indirizzare le proposte culturali e artistiche, nella più grande periferia chiamata Sardegna.

This Is trova la sua linfa vitale nell'esperienza del Parco delle Arti Molineddu (Ossi), diretto da Bruno Petretto. È qui che, nel 2025, con la XXIX edizione del festival Arte, Evento, Creazione, ha preso forma la mostra Peer to Peer. Corrispondenze artistiche. Quel progetto, fondato sulla dimensione relazionale e sulla condivisione tra artisti e pubblico, individuava nell'opera d'arte un interstizio sociale (Bourriaud, 1998), un luogo di incontro capace di scardinare le barriere tra creatore e fruitore.

Oggi lo spirito di Molineddu rivive negli spazi del CaMuC di Ulassai, non un semplice contenitore ma il riverbero vivente della lezione di Maria Lai. È qui che, nel 1981, con Legarsi alla montagna, l'estetica relazionale ha trovato la sua incubazione spontanea, decenni prima che Nicolas Bourriaud la codificasse come uno stato d'incontro. L'artista ci ha insegnato che l'arte non è un oggetto, ma un "legarsi" continuo: le opere qui presentate nascono dall'incontro tra coppie o gruppi di artisti che hanno accettato la sfida della contaminazione, superando schemi sclerotizzatisi nel tempo per generare un campo aperto dove il confronto è necessità e l'opera diventa il luogo fisico e mentale delle relazioni umane.

Le cinque installazioni che si susseguono nelle sale del CaMuC non sono stazioni isolate, ma segmenti di un unico leit motiv: la ricerca della presenza attraverso il superamento del limite. Il percorso si configura come un viaggio che parte dalla messa in discussione del visibile, attraversa la trama delle relazioni umane e della memoria collettiva, per inabissarsi nell'inconscio e riemergere, infine, in una celebrazione vitale della finitudine.

La prima tappa è una soglia conoscitiva: in Nil obscurius luce (nulla è più oscuro della luce), Giovanni Carta e Gianni Nieddu indagano l'ambiguità del vedere. Dall'indeterminatezza ottica si passa alla vibrazione emotiva di Legami di Daniela Frongia e Stefano (Feffo) Porru, tra presenza e assenza. La relazione tra singoli e la dimensione comunitaria pervade l'installazione partecipativa Ti cerco tra le stelle di Mattia Enna e delle sorelle Manca, trasformando Ulassai in un cielo capovolto, mentre l'indagine penetra nell'inconscio collettivo con Doppio sogno di Giusy Calia e Antonello Fresu. Il viaggio si conclude con La danza dei Fantasmi, una celebrazione della contiguità tra vivi e morti con banchetto rituale, insieme sacro e pop.

L'intero percorso vuol suggerire che l'arte è relazione, memoria, sogno. E l'opera, in ultima istanza — come volevano le artigiane di Tavolara e come ha dimostrato Maria Lai — un atto di presenza spietato e ineludibile, misterioso e assolutamente necessario.

Le opere e gli artisti
  1. 01

    Nil obscurius luce

    Giovanni Carta e Gianni Nieddu

  2. 02

    Legami

    Daniela Frongia e Stefano "Feffo" Porru

  3. 03

    Ti cerco tra le stelle

    Mattia Enna e le sorelle Daniela e Francesca Manca

  4. 04

    Doppio sogno

    Giusy Calia e Antonello Fresu

  5. 05

    La danza dei Fantasmi

    Sabrina Oppo e Josephine Sassu

Gallery — Nil obscurius luce

Giovanni Carta & Gianni Nieddu

Nil obscurius luce — veduta dell'installazione di Carta e Nieddu al CaMuC
Nil obscurius luce — dettaglio della composizione luminosaNil obscurius luce — superficie e luce in dialogo con lo spazio
Nil obscurius luce — passaggio nell'installazione tra ombra e baglioreNil obscurius luce — dettaglio ravvicinato dell'opera
Nil obscurius luce — riflesso e indeterminatezza visivaNil obscurius luce — chiusura del percorso installativo
Gallery — Legami

Daniela Frongia & Stefano “Feffo” Porru

Legami — installazione di fili sospesi nello spazio espositivo
Legami — dettaglio dell'opera incorniciata vista attraverso i filiLegami — dipinto in cornice bianca
Legami — intreccio di fili bianchi e ombre sul pavimentoLegami — dettaglio dell'installazione distesa a terra
Legami — ombre dei fili proiettate sul pavimento
Gallery — Ti cerco tra le stelle

Mattia Enna & Daniela e Francesca Manca

Ti cerco tra le stelle — veduta della sala con installazione circolare blu
Veduta complessiva dell'installazione con cubi bianchi e doratiInstallazione con panca delle scatole e pannello esplicativo
Visitatrice scrive sul muro delle costellazioniDamiano scrive un nome sulla parete delle ombre
Dettaglio ravvicinato della superficie blu con muro di costellazioniCumulo di scatole bianche e dorate sulla panca
Pubblico raccolto attorno all'installazione bluAntonello Fresu consegna una scatolina a una bambina
Dettaglio della superficie blu — pigmento e sabbia
Gallery — Doppio sogno

Giusy Calia & Antonello Fresu

Doppio sogno — veduta dell'installazione, CaMuC
Parete con quadri e cornici anticheScrittoio con lampada e diario aperto
Dettaglio della parete delle opereOpera — ritratto in cornice ottagonale dorata
Opera — figura con cubo rosso sull'acquaOpera — figura con cavallo gonfiabile sull'acqua
Visitatore allo scrittoio dell'installazioneAntonello Fresu scrive nel diario dell'operaDettaglio della mano che scrive '05/04/2026 — Sogno di stare...'
Gallery — La danza dei Fantasmi

Sabrina Oppo & Josephine Sassu

La danza dei Fantasmi — veduta complessiva dell'installazione al CaMuC
La danza dei Fantasmi — strutture lignee a forma di casa e parete di crani
La danza dei Fantasmi — camino con disco di ossa e velo di tulleLa danza dei Fantasmi — cranio equino con perle e canne sospese
La danza dei Fantasmi — tondo con favo, ala e vertebraLa danza dei Fantasmi — dittico di tondi con farfalla, ali e petali
La danza dei Fantasmi — performance rituale con i crani sollevati sul capoLa danza dei Fantasmi — gesto del segno sul volto durante la performance
La danza dei Fantasmi — banchetto rituale con il pubblico
Con il sostegno di
Loghi istituzionali — Unione Europea, Italia Domani, Ministero della Cultura, Regione Sardegna, Comune di Ulassai, Stazione dell'Arte, CaMuC

Progetto Finanziato dall'Unione Europea — Next Generation EU
Ambito PNRR: Missione 1 Componente 3 Investimento 2.1
Ministero della Cultura: Attrattività dei Borghi · Linea A