Biennale Ulassai
Esplora · 02

Orografie

Arte giovane al Museo Organica

a cura di · Giannella Demuro
sede · Museo Organica · Stazione dell'Arte

Prima ancora che una mostra, Orografie è una postura: quella di una giovane arte che non si sovrappone ai luoghi ma li attraversa, li ascolta, li interroga. La partecipazione del Museo Organica alla II Biennale di Ulassai nasce da qui: da una consonanza profonda con l'idea di opera come relazione viva tra artista, contesto e comunità, capace di generare domande, consapevolezza, appartenenza.

Nello spirito della ricerca di Maria Lai, l'arte non è oggetto isolato: è legame, gesto collettivo, spazio partecipativo in cui si costruiscono insieme reti di senso. A Ulassai, Organica porta non solo opere, ma una filosofia: mettere in relazione pratiche diverse, attivare il confronto tra generazioni, costruire processi culturali che lascino tracce durevoli nei territori.

Nel Bosco di Curadureddu, ai piedi del Limbara, ha preso forma un museo diffuso che unisce pratica curatoriale, attenzione ambientale e responsabilità culturale. Non un luogo chiuso ma un percorso aperto, in cui le opere dialogano con la natura, con la luce, con l'acqua; dove il paesaggio non è una cornice ma un soggetto attivo, una presenza che orienta il lavoro artistico e ne trasforma il linguaggio.

Organica lavora da sempre su questo crinale, tra arte e natura, tra ricerca contemporanea e radicamento territoriale. In questa prospettiva si inserisce la scelta di presentare alla Biennale la sezione dedicata alla giovane arte, uno dei nuclei più significativi della programmazione del Museo. Negli anni questo impegno si è tradotto in inviti, accompagnamento curatoriale, visibilità pubblica e reti formative: non un'azione episodica, ma una precisa linea di ricerca e di responsabilità culturale. Per Organica, infatti, il sostegno alla giovane arte è parte integrante della propria visione: significa riconoscere il valore delle pratiche emergenti, capaci di offrire un contributo concreto alla costruzione di una nuova sensibilità nei confronti della natura e del paesaggio.

Crescere come artisti vuol dire acquisire la capacità di elaborare una disciplina dello sguardo e del gesto: imparare ad abitare senza consumare, trasformare senza tradire, costruire forme capaci di futuro. La crescita della giovane arte richiede tempo, fiducia e occasioni reali di confronto. Sostenerla significa investire nel futuro.

Dall'incontro tra giovani artisti e natura nasce Orografie, un progetto espositivo pensato come un dialogo a più voci, in cui l'ambiente non si lascia ridurre a immagine o a semplice scenario, ma rivendica il proprio statuto di materia viva di confronto, misura e trasformazione.

Le ricerche di Fabiana Casu, Eleonora Desole, Giuseppe Loi e Davide Mariani, pur differenti per linguaggi, orientamenti e soluzioni formali, condividono una profonda attenzione per la natura, per i luoghi e per la relazione tra presenza umana e ambiente. I lavori esposti prendono forma proprio nell'ascolto dei luoghi, nell'attenzione ai tempi lenti della materia, nella sperimentazione di forme che mutano con la luce e con le stagioni. Nelle loro pratiche la natura diventa insieme campo critico e poetico: luogo di verifica, di responsabilità, di immaginazione.

La presenza del Museo Organica alla Biennale di Ulassai rafforza questa traiettoria. Valorizza un percorso già avviato e lo espone a un confronto più ampio, all'interno di una piattaforma che riconosce la pluralità dei linguaggi contemporanei e il valore dei processi condivisi. Partecipare significa, dunque, ribadire una convinzione: il futuro dell'arte nei territori si costruisce offrendo spazio alla ricerca giovane, intrecciando formazione e produzione culturale, consolidando alleanze tra artisti, comunità e istituzioni.

In questo senso, Orografie è più di un titolo: è una mappa in movimento. Racconta rilievi, dislivelli, attraversamenti; racconta il modo in cui una nuova generazione di artisti misura la propria voce nel contatto con la terra, con la memoria dei luoghi, con le forme ancora aperte del presente, con i sentieri non ancora tracciati del futuro. E racconta il ruolo di Organica: ascoltare, sostenere, connettere, perché la giovane arte possa non solo emergere ma incidere, nel tempo, sul nostro modo di vedere e abitare il mondo.

Gli artisti
  • Fabiana Casu
  • Eleonora Desole
  • Giuseppe Loi
  • Davide Mariani
Gallery — Orografie

Fabiana Casu

Fabiana Casu — dettaglio dell'opera fotografica con mano riflessa sull'acqua
Fabiana Casu — sequenza di fotografie in bianco e nero installate sulla pareteFabiana Casu — dittico fotografico in bianco e nero con orizzonti sovrapposti
Fabiana Casu — trittico fotografico in bianco e nero dedicato al movimento del mare

Eleonora Desole

Eleonora Desole — veduta dell'installazione immersiva con proiezione e presenze sospese
Eleonora Desole — installazione ambientale con proiezione arborea e pavimento coperto di foglieEleonora Desole — attraversamento dello spazio installativo con elementi tessili sospesi
Eleonora Desole — dettaglio delle sagome sospese davanti alla proiezione in bianco e neroEleonora Desole — visione ravvicinata dell'installazione con immagini proiettate e ombre dense

Giuseppe Loi

Giuseppe Loi — installazione tessile ambientale nello spazio espositivo
Giuseppe Loi — dettaglio dell'installazione tessile con scritta e superfici cuciteGiuseppe Loi — opera scultorea nera con immagine incassata

Davide Mariani

Davide Mariani — intervento lineare sul terrazzo visto dall'alto
Davide Mariani — tracciato nero sul pavimento della terrazzaDavide Mariani — intervento sulla terrazza con vista sul paese e sul mare
Con il sostegno di
Loghi istituzionali — Unione Europea, Italia Domani, Ministero della Cultura, Regione Sardegna, Comune di Ulassai, Stazione dell'Arte, CaMuC

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Ministero della Cultura: Attrattività dei Borghi · Linea A